Energy Saveings

Risparmi energetici

Il risparmio energetico per un impianto di conglomerato bituminoso è un argomento fondamentale, decisivo per la competitività di ogni azienda che produce asfalto; purtroppo però esso viene spesso sottovalutato dagli imprenditori.
Risparmio Energetico in impianto per conglomerati bituminosi
I costi operativi di gestione dell’impianto ed i costi di produzione del conglomerato, vengono quasi sempre presi come oneri che l’impresa deve subire passivamente; non viene prestata la giusta attenzione a ridurli il più possibile ed ottimizzare il margine nella gestione complessiva della società.
I parametri che concorrono a realizzare un cospicuo risparmio sono molti e le loro interazioni complesse da analizzare poiché cambiano da situazione a situazione. MARINI desidera essere il partner capace di massimizzare i margini operativi dei propri clienti grazie ai giusti consigli e alle soluzioni più moderne, analizzando nel dettaglio ogni singola situazione operativa. In questa pagina troverete alcuni spunti, i capisaldi da cui partire nel caso in cui non vogliate accontentarvi delle performance che già avete raggiunto con il vostro impianto per conglomerato bituminoso.

Risparmio energetico dell’essiccatore

La voce maggiore dal punto di vista dei costi operativi è sicuramente data dal combustibile consumato dall’essiccatore. Se consideriamo a titolo di esempio: un costo del combustibile gas metano di 0,5 €/m³, un consumo medio di gas metano per tonnellata di prodotto finito pari a 7 m³/t ed una produzione annua di circa 100.000 ton, il costo annuo per essiccare gli aggregati e per portarli alla corretta temperatura raggiunge circa € 350.000,00 ogni anno.
Risulta immediatamente chiaro che, lavorare opportunamente per abbassare i consumi dell’essiccatore, può portare a dei notevoli risparmi; ma come?
Bisogna ricordarsi dell’importanza che ha l’influenza del contenuto di umidità presente negli aggregati/RAP utilizzati: è infatti necessario sapere che un punto percentuale di umidità equivale a circa 7 kWh/t di energia consumata in più (quasi un 10%) per poter essiccare i materiali utilizzati.
In quale modo l’impresa può ridurre e gestire la presenza di umidità? Prima di tutto è importante che l’imprenditore definisca l’umidità massima quando si approvvigiona degli aggregati (con contratti ben studiati con il fornitore degli stessi), che acquisti il giusto aggregato al momento giusto, ma soprattutto è necessario che gli spazi utilizzati per lo stoccaggio siano curati nel modo ottimale: è necessario prevedere il fondo in lieve pendenza assicurandosi che si sia la possibilità per l’acqua di fluire via, i cumuli stessi dovrebbero essere separati con setti separatori alti (in modo da ridurre la superficie occupata a terra e di conseguenza ridurre l’acqua assorbita dagli inerti nel caso di pioggia) e soprattutto sarebbe necessario prevedere delle coperture sopra ai cumuli della sabbia e del RAP.
Oltre a queste attenzioni che ogni impresa dovrebbe considerare a livello cantieristico, esistono tanti altri punti sui quali intervenire, sia a livello impiantistico, sia a livello operativo (come si utilizza l’impianto): corrette e frequenti tarature del bruciatore, ottimizzazione della temperatura di produzione del conglomerato, controllo puntuale della temperatura dei gas in uscita dal filtro a maniche e riduzione dell’eccesso di ossigeno durante la combustione.
Logicamente MARINI si rende partner di ogni imprenditore per poterlo accompagnare e ben consigliare relativamente a come affrontare tutte le suddette ottimizzazioni.

La speciale configurazione della “barra di Essiccazione e Filtrazione” scelta dalla MARINI dopo attenti studi ed ormai adottata su quasi tutta la sua gamma prodotti, permette di ottimizzare le dispersioni termiche e conseguentemente ottimizzare il consumo del bruciatore principale: una canala fumi corta e coibentata tra l’essiccatore e il filtro evita lo spreco di energia e la necessità di sovrariscaldare gli aggregati ed incrementa la facilità di gestione della temperatura dell’aria nel filtro; la posizione del silo fini recuperati tra l’essiccatore ed il filtro a maniche permette di mantenere parzialmente riscaldati i fini prima di essere reinseriti nel l’impianto.
Tutte le soluzioni tecniche di MARINI sono studiate e scelte proprio nell’ottica della ottimizzazione energetica.

Risparmio energetico delle cisterne bitume

Un altro aspetto che non viene quasi mai tenuto in considerazione è il costo per poter mantenere in temperatura il bitume all’interno delle cisterne.
In moltissimi cantieri il “parco cisterne” è spesso vecchio, con cisterne con coibentazioni minimali, con serpentine di circolazione dell’olio diatermico ormai “cokerizzate”, senza parlare delle tubazioni bitume (spesso prive di coibentazioni, o con isolamenti parziali): risultato finale? Costi altissimi per l’impresa.
Da verifiche fatte in cantiere, all’interno di uno studio condotto da MARINI, si è potuto appurare che quasi tutte le imprese spendono più di € 100.000,00 ogni anno per scaldare il bitume (sia nel caso di cisterne oleotermiche, sia nel caso di vecchie cisterne elettriche).
È facile immaginare quindi, che un parco bitume moderno possa permettere altissimi risparmi energetici grazie ad una coibentazione maggiorata (spessore 200 o 300 mm) prevista anche nella parte inferiore. Ma non soltanto.
Una progettazione innovativa dei supporti della coibentazione permette di ridurre i “ponti termici” verso l’esterno e pertanto le perdite di temperatura, ma anche una attenzione notevole alla coibentazione di valvole, pompe, tubazioni (con uno spessore di 100 mm di lana di roccia) dimezza i costi di gestione del bitume.
Risultato finale: la sostituzione di un vecchio “Parco leganti” può essere ripagato solitamente in meno di 5-6 anni e successivamente l’impresa di ritrova un “bonus annuo” di almeno € 50.000,00 per poter essere il più competitiva possibile nel mercato.
Un team di esperti MARINI può valutare assieme ai vostri tecnici, le specificità del vostro cantiere e conseguentemente suggerire in quale modo ottimizzare il proprio parco bitume.

Risparmio di energia elettrica

I costi relativi al consumo di energia elettrica possono variare moltissimo in base a come il cliente utilizza l’impianto.
Se l’impianto lavora con molti start & stop, il consumo specifico per tonnellata di conglomerato risulterà assai maggiore del consumo che l’impianto potrebbe avere con una produzione continuativa.
Anche se il costo dell’energia elettrica subisce dei cambiamenti significativi a seconda delle varie Nazioni e Aree Geografiche prese in esame, a prescindere da questi, le cifre in gioco restano molto elevate.
La configurazione presente negli impianti MARINI TOP TOWER permette di ridurre la potenza elettrica installata (minore numero di coclee), che va a sommarsi ai benefici dei softstart applicati ai motori principali per un risparmio senza compromessi.
A seconda delle varie situazioni può valere la pena spingersi o meno nell’utilizzo di soluzioni ancora più efficaci ed il nostro team può suggerire ad ogni imprenditore come personalizzare il proprio impianto al fine di ottimizzare i consumi energetici.
Per meglio monitorare i costi e decidere pertanto come intervenire anche in presenza di impianti esistenti, esistono appositi kit di monitoraggio del consumo di energia che, integrati nel software dell’impianto, consentono ai vari imprenditori di conoscere a fondo il proprio impianto e di conseguenza, garantiscono la possibilità di intervenire ed ottimizzare i consumi legati alla produzione di conglomerato ove davvero necessario.

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