Quando l’innovazione coincide con il miglioramento. L’impianto per conglomerati Marini MAP 260 del Gruppo Adige Bitumi di Friola (VI).

Innovazione e dinamismo

L’innovazione è la prima dimostrazione del dinamismo di un’azienda e della sua volontà di soddisfare le esigenze dei propri clienti, proponendo soluzioni tecnologiche nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza e salute degli operatori.

Nei mercati maturi, le imprese più innovative sono quelle che sanno vedere nuove opportunità, identificare bisogni incipienti o semplicemente bisogni esistenti non adeguatamente soddisfatti da altre imprese.

Certamente il mercato del conglomerato bituminoso si colloca tra quelli più maturi, tuttavia grazie alle continue innovazioni tecniche da parte delle imprese stradali spesso coadiuvate dalle maggiori università, dai costruttori di macchine stradali e da alcune industrie chimiche, si sono venute a creare interessanti opportunità di lavoro legate alla produzione di conglomerati bituminosi innovativi.

Sempre più frequenti sono le miscele contenenti alte percentuali di RAP, miscele a bassa temperatura, l’utilizzo di bitumi schiumati, bitumi modificati, fibre e molto altro.

Per venire incontro a queste nuove esigenze, Marini ha sviluppato dei nuovi sottosistemi installabili su impianti già esistenti, permettendo ad impianti anche vetusti di tornare ad una inaspettata “giovinezza”.

Il retrofitting dell’impianto MAP 260

Un esempio tra i più significativi in cui Marini è intervenuta con successo, è l’impianto di produzione di conglomerati bituminosi Marini MAP 260 del Gruppo Adige Bitume di Friola (VI).

Installato nel 1997 presso lo stabilimento di Friola di Pozzoleone, è stato progressivamente modificato e ammodernato per far fronte alle nuove esigenze produttive.

Il filtro di tessuto è stato potenziato nel 2004, aumentando la superficie filtrante, passando dai 783 m2 installati in origine agli attuali 1096 m2, al fine di garantire una miglior filtrazione  con conseguente aumento del recupero delle polveri e una miglior gestione delle temperature in ingresso al filtro.

Nel 2007 è stato aumentato il numero dei predosatori passando da 7 a 10 al fine di soddisfare le esigenze sempre più specifiche delle Amministrazioni e dei clienti e per garantire la massima flessibilità per l’utilizzo delle nuove miscele bituminose sviluppate in quegli anni.

Con il costante sviluppo delle nuove tecnologie disponibili, si rese necessario per il Gruppo Adige Bitumi dotarsi di un punto produttivo di preparazione per un successivo utilizzo del fresato proveniente dai diversi cantieri stradali.

Lo stabilimento di Sarcedo

A servizio dello stabilimento produttivo di Friola venne così creato lo stabilimento di Sarcedo (VI) dove viene conferito il fresato proveniente dai cantieri stradali. Il fresato viene depositato su una piattaforma ecologica realizzata in conglomerato bituminoso in attesa di essere trattato nell’impianto.

Installato nel 2010 insiste sulla medesima piattaforma. Grazie alla superficie completamente impermeabilizzata l’acqua meteorica viene convogliata e poi trattata in un apposito impianto che svolge le seguenti fasi: accumulo, dissabbiatura, disoleazione e scarico.

I cumuli del fresato lavorato, in diverse pezzature, sono coperti evitando così il loro dilavamento e permettendo il contenimento della loro umidità, una miglior qualità del lavorato, ed un consistente risparmio energetico durante il confezionamento dei conglomerati bituminosi.

Lo stabilimento di Sarcedo non è destinato solo all’attività di recupero rifiuti ma è anche attrezzato per la produzione, qualora necessario, di aggregati riciclati e non, di misto cementato oltre ad una concessione di cava attiva fino al 2023.

Come a Sarcedo anche l’impianto di Friola è dotato di una piattaforma ecologica per lo stoccaggio del fresato che viene depositato in cumuli coperti.

 

Per il recupero e riutilizzo in produzione del fresato, oltre alla più classica linea di riciclaggio a caldo, fornita in origine nel 1997, è stata installata ad inizio 2016 una linea per l’alimentazione all’impianto di RAP “freddo”.

I materiali di recupero opportunamente trattati e selezionati, vengono prima pesati e poi introdotti direttamente nel mescolatore. Per contatto con gli aggregati vergini riscaldati ad una maggiore temperatura, avviene lo scambio termico di calore necessario ad essiccare il materiale di recupero. L’equalizzazione della temperatura tra i vari materiali della miscela sarà tale da permettere, una volta introdotto il bitume, la realizzazione di conglomerato di ottima qualità e lavorabilità per la sua successiva posa in opera. 

Il Cybertronic 500

Sempre nel corso del 2016 è stata installato l’ultima versione del software di gestione impianto Cybertronic 500 che permette una migliore gestione del processo produttivo con maggiore facilità operativa e una migliore accuratezza nella selezione delle ricette. Questo nuovo software consente all’impianto Marini MAP 260 una maggiore precisione rispetto agli impianti costruiti nello stesso periodo, pari a quelli di ultima generazione.

Anche gli additivi chimici da aggiungere ai bitumi, oggi rappresentano un ruolo sempre più importante nella produzione di conglomerati bituminosi di ultima generazione, grazie al nuovo software Cybertronic 500 il loro dosaggio avviene con sistema gravimetrico direttamente nella bacinella del bitume. Tale innovazione permette così un’accurata introduzione dell’additivo nella ricetta in preparazione.

Per una maggiore flessibilità produttiva, sono state installate due linee di dosaggio separate.

In conclusione, grazie a questi interventi, il Gruppo Adige Bitumi conferma ancora una volta di poter garantire un’elevata e costante qualità del prodotto e maggiore flessibilità nella produzione con grande soddisfazione dei suoi clienti, ed allo stesso tempo con minor consumo di materie prime non rinnovabili e una migliore attenzione all’ambiente!