Asphalt Plant Swisse

Quando la precisione svizzera sceglie l’affidabilità italiana

Top Tower 3000 – Bourgeoisie de Sion

Impianto per conglomerati bituminosi Svizzera
La Bourgeoisie de Sion è una realtà antichissima, tant’è che appare per la prima volta il suo nome in un documento storico del lontano 1179. SwitzerlandDa allora, nonostante i tornanti della storia che l’organizzazione ha dovuto affrontare; tutt’oggi essa è rimasta un protagonista essenziale della vita pubblica della Città di Sion. Una storia antica e solida, quindi, quella della Bourgeoisie de Sion, come lunga è la storia che lega la S.E.P. (Société d’Enrobés et Pose) della quale la Bourgeoisie de Sion è parte integrante, con la Marini di Alfonsine.
La S.E.P. è una società semplice di 6 soci, dei quali la Bourgeoisie de Sion si occupa della parte amministrativa e detiene Direzione Commerciale. Una produzione di conglomerato superiore alle 70.000 tonnellate l’anno che da ben tre generazioni di impianti vede l’azienda vallese scegliere il marchio italiano Marini per i suoi impianti.
Il primo Marini fu acquistato dalla S.E.P. nel 1975. Era un M95 da 100 tonnellate l’ora. Sostituito poi con un più moderno MAP 175 alla fine del 1994. “Ci siamo sempre trovati bene con Marini e non ci siamo mai sentiti soli nella gestione dei nostri impianti” – afferma Antoine DE LAVALLAZ, presidente della Bourgeoisie de Sion – “Così quando i tempi sono stati maturi e l’esigenza di un nuovo impianto si è fatta sentire, è stato naturale rivolgerci a loro”.

Ci siamo sempre trovati bene con Marini e non ci siamo mai sentiti soli nella gestione dei nostri impianti.Così quando i tempi sono stati maturi e l’esigenza di un nuovo impianto si è fatta sentire, è stato naturale rivolgerci a loro.

Antoine DE LAVALLAZ,
presidente della Bourgeoisie de Sion

Impianto Usato per Conglomerati BituminosiAl tempo della sua installazione, il MAP 175 era una macchina all’avanguardia. Un robusto 175 TPH, con 10 predosatori da 3/11, un essiccatore Marini E190 dotato di bruciatore con doppio combustibile (gas/diesel), un filtro maggiorato e un silo sotto il mescolatore da 4 scomparti. Anche il parco bitume da 240.000 litri composto da 4 cisterne verticali riscaldate con olio diatermico, forniva all’azienda tutto quello di cui aveva bisogno per produrre asfalto in totale affidabilità. Tenuto come un gioiello, con la manutenzione eseguita con precisione svizzera seguendo le specifiche del costruttore, l’impianto cominciava però a mostrare i primi segni del tempo. Guardando al futuro, la Bourgeoisie de Sion ha perciò deciso che era tempo di confrontarsi con i temi del risparmio energetico, del basso impatto ambientale, delle produzioni speciali, dell’utilizzo di alte percentuali di fresato, investendo in un nuovo e moderno impianto.
Il cantiere presentava delle complessità. L’ingombro doveva mantenersi del tutto simile a quello del precedente impianto. Trovandosi a ridosso dell’aeroporto non si poteva avere una sagoma più alta di quella esistente. Doveva essere moderno, efficiente e predisposto alle più innovative tecnologie di produzione, rispettando, inoltre, tutte le stringenti normative elvetiche sulle emissioni. Vi era il forte desiderio di porre molta attenzione alla riduzione dei costi di produzione, per poter essere sempre competitivi sul mercato e rispondere alla tendenza verso un costante aumento dei costi dell’energia.

Riciclare all’insegna dell’efficienza

Bourgeoisie de Sion - Impianto per la produzione di conglomerati bituminosiCome sa bene ogni azienda impegnata nel business delle costruzioni stradali, le percentuali di utilizzo di RAP sono destinate a crescere sempre più. Sicuramente la coscienza ambientale che guarda con favore al riciclaggio e alla riduzione degli sprechi è cresciuta di pari passo sia nella popolazione che fra i manager d’impresa. Ma è altrettanto vero che il RAP rappresenta un’ottima opportunità per aumentare la propria competitività, che va ben oltre gli aspetti etici della pura ecologia. Sul mercato sono presenti diverse soluzioni che permettono l’impiego del fresato e ogni produttore offre la propria tecnologia , ma non tutte le esigenze sono uguali e bisogna affidarsi a chi ha una grande competenza per poter arrivare al soluzione più adatta alle proprie esigenze. L’esperienza della Marini su questi temi era ed è pluri-trentennale. L’anello di riciclaggio fu uno dei brevetti che contribuì maggiormente a determinare il successo della casa di Alfonsine. E’ anche per questa grande esperienza nella gestione del riciclato che La Bourgeoisie de Sion ha scelto di contattare Marini e di valutare il suo Top Tower 3000. Un impianto di nuova generazione che offre sin da subito la possibilità di raggiungere alte percentuali di fresato con un investimento iniziale tutto sommato contenuto. Si è optato quindi per la soluzione combinata della linea all’anello e della linea di riciclaggio a freddo nel mescolatore. Una soluzione in grado produrre formule fino al 45% di fresato, garantendo la massima flessibilità operativa insieme ad un rapido ritorno dell’investimento. Senza ovviamente precludersi la possibilità di installare, in un secondo momento, un doppio tamburo per spingere ancora più in alto le percentuali , una volta che le esigenze produttive dovessero richiedere performance così elevate.

La potenza della tecnologia Marini abbatte i costi di esercizio

Da quando i costi dell’energia sono diventati una delle voci più rilevanti di bilancio dei clienti, Marini ha deciso di sviluppare i suoi impianti con una crescente attenzione ai temi del risparmio energetico. Ne è segno evidente l’innovativa torre di filtrazione, che vede il filtro a maniche posizionarsi sopra il tamburo essiccatore, beneficiando così di una drastica riduzione delle coclee a terra, di un minor ingombro nel cantiere e anche di un’ottimizzazione dei condotti dei fumi e delle loro coibentazioni. Infatti il circuito dei gas, a differenza di quelli tradizionali, è diretto, più corto e completamente coibentato.
Nella vita ventennale di un impianto d’asfalto il costo del carburante va ben oltre il costo dell’impianto. Diventano quindi fondamentali anche gli aspetti legati al consumo del combustibile. Scegliere fornitori come Marini, che utilizzano bruciatori e componenti di qualità europea, capaci di mantenere le emissioni entro le sempre più stringenti normative ambientali e di contenere i consumi, è un must.
Nella stessa ottica, Marini ha posto grande attenzione alla riduzione dei consumi di energia elettrica: tutti i motori principali dell’impianto sono stati muniti di inverter per ridurre i picchi delle varie unità funzionali abbattendo drasticamente il consumo complessivo di energia elettrica dell’intero impianto.

Il rispetto dell’ambiente rende più competitivi

Bourgeoisie de Sion - Impianto per la produzione di conglomerati bituminosiDurante la fase di negoziazione, un aspetto sul quale i responsabili tecnici della Bourgeoisie hanno molto insistito, è stato il rispetto delle normative vigenti in materia di rispetto ambientale. Per poter ridurre l’impatto che l’impianto ha inevitabilmente sull’ambiente circostante, sono state implementate le soluzioni esistenti più innovative senza però tralasciare aspetti più semplici ma sovente sottovalutati, come le tettoie di copertura sui cumuli degli aggregati ed sui predosatori degli inerti e sul fresato. Il valore e l’efficacia di queste coperture sono spesso ritenute erroneamente superflue. E’ necessario considerare che l’aumento dell’umidità degli inerti dal 2 al 5% si traduce (per ogni punto percentuale) in una variazione di consumo energetico compresa fra il 12 e il 15%. Pertanto, una diminuzione dell’umidità dal 5% al 2% grazie a queste coperture rende possibile una riduzione dei consumi, e di conseguenza dell’inquinamento, del 40% circa.
Altro input fornito dal team tecnico e su cui Marini ha lavorato, è stato quello della sostituzione delle cisterne del bitume con riscaldamento ad olio diatermico, con cisterne più innovative, performanti e più efficienti. Si è quindi optato per un parco leganti fatto con cisterne riscaldate elettricamente, prive quindi di punto di emissione fumi dovuti alla presenza della caldaia. Cisterne di nuova concezione con una sensibile riduzione dei ponti termici e una coibentazione maggiorata a 300 mm. Capaci di ridurre al minimo i consumi energetici per mantenere in temperatura il bitume.
Per rispondere alla specifiche richieste del cliente, molto attento sui temi ambientali, si sono ridotte al minimo le emissioni diffuse e la rumorosità dell’impianto grazie all’utilizzo di un bardage nel filtro a maniche e nella parte superiore della torre di mescolazione, fino coprire completamente il percorso della navetta del silo di stoccaggio. In tal modo sono stati ridotti a zero i punti di possibili svaporamenti e soprattutto sono state abbattute le rumorosità nelle zone più critiche. Ove necessario si sono aggiunti dei silenziatori supplementari.

Pronti per il futuro


Oggi non è facile prevedere gli andamenti dell’economia. Il periodo di maggior crisi economica mondiale forse lo abbiamo già superato, ma si può dire con facilità che il mercato che ci attende sarà sempre più competitivo. Nuovi concorrenti, nuove sfide, nuove normative da rispettare e una complessità crescente a fare da sfondo ad uno scenario in costante e rapida evoluzione. La Bourgeoisie de Sion era alla ricerca di un impianto che potesse accompagnarli con successo come già i due precedenti impianti Marini avevano fatto. Il Top Tower 3000 è stato studiato per essere il partner ideale per affrontare le sfide di questi tempi difficili e si è presentato subito come la scelta migliore. Un impianto affidabile, solido e modulare, in grado di offrire risposte adeguate anche ai clienti più esigenti. Un impianto che si dimostra pronto e già predisposto ai rapidi upgrade che il futuro di un’azienda solida e dinamica come la Bourgeoisie de Sion potrà richiedere.

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