Bunde

Germania: Riciclaggio oltre il 50%

Riciclaggio oltre il 60% grazie all’impiego del doppio tamburo e di un bruciatore performante in grado di lavorare sia con il diesel che con il polverino di carbone.

Ammann asphalt Plant
L’impresa tedesca JOHANN BUNTE è una realtà in crescita che sta ampliando la sua attività nel business delle costruzioni stradali.
In questo ambito l’azienda tedesca possiede già 11 impianti in Germania per la produzione di conglomerati bituminosi. In un’ottica di riduzione dei costi l’azienda si è posta l’obbiettivo di ottimizzare la produzione di asfalto a caldo e di ridurre il consumo di risorse ed energia. Possiamo dire che si è implementata una sorta di approccio ecologico all’asfalto. Per raggiungere questo traguardo, la quantità di fresato (RAP) impiegato nella miscela sarebbe sicuramente aumentato in maniera considerevole.
L’impiego di alte quantità di fresato richiede alcuni cautele e il consumo elettrico di tutti i comandi deve essere minimizzato per mezzo di inverter.
L’impianto discontinuo già esistente dagli inizi del 2000 era già stato modificato nel 2008 con un anello di riciclaggio ATS/MARINI sull’essiccatore per aumentare le percentuali di RAP impiegate. L’alimentazione a freddo del RAP risultava invece insufficiente, con appena il 20% aggiunto nel mescolatore. Grazie all’anello di riciclaggio , l’impiego di fresato aveva raggiunto già il 40 %.
Ma per aumentare ancora di più l’impiego di materiale riciclato, si è deciso di installare un potente tamburo parallelo ed un bruciatore biocombustibile a gasolio e a polverino di carbone. La ditta ATS appartenente alla Divisioni Impianti del gruppo Fayat ha firmato il contratto per aggiornar e installare gli inverter sia per entrambi i tamburi e per il filtro a maniche. Purtroppo però, sistema di controllo software dell’impianto non risultava idoneo a gestire questa nuova implementazione. Perciò è stato necessario sostituire in cabina il software con un sistema di gestione dell’impianto di ultima generazione, realizzato da ATS/MARINI. Oggi, con un semplice click del mouse è possibile inizializzare, modificare e monitorare tutti i processi, registrando tutti i parametri, i consumi e gli eventi che accadono sull’impianto.

I punti salienti del progetto

Un tamburo parallelo dedicato per il RAP con una produzione nominale di 180 t/h e con velocità di rotazione variabile assicura una temperatura del RAP allo scarico fra i 140 e 160°C.
Il dimensionamento del cilindro essiccatore, di diametro 2,5 m e lunghezza 14 m, è ottimizzato per evitare che la temperatura dei fumi aspirati mai superi di 10 – 15°C la temperatura del prodotto essiccato. Questa ottimizzazione e la corretta scelta del sistema di comando è anche il risultato della stretta collaborazione tra MARINI e ATS.
Il posizionamento del tamburo è stato condizionato dall’altezza del mescolatore ma anche dalla presenza della tramoggia tampone da 26 t, della tramoggia di pesatura da 3t e dello scivolo di introduzione nel mescolatore. Il risultato è un cilindro essiccatore posizionato ad un’altezza di circa 32 m su una robusta struttura in acciaio.
Le tramogge tampone e di pesatura del RAP caldo sono perfettamente coibentate e riscaldate elettricamente. Lo scivolo di introduzione nel mescolatore è altamente inclinato, rivestito da lamiere in acciaio speciale e esso stesso riscaldato e coibentato, per evitare eventuali depositi e intasamenti di materiale.
L’essicazione del RAP è ottenuta grazie a un bruciatore a doppia alimentazione, a polvere di lignite e gasolio. L’uso di questi bruciatori nel tamburo parallelo per RAP è una nuova tecnologia e pertanto ha richiesto un’attenzione particolare nella progettazione della zona di combustione.
Inoltre, sono state progettate e disegnate speciali palettature dedicate per il RAP. Il risultato ottenuto ha superato le aspettative iniziali.
Durante il funzionamento in parallelo dei due tamburi essiccatori (quello degli inerti vergini e quello del RAP), la regolazione della depressione nel frontone del bruciatore è piuttosto complicata e ha richiesto l’installazione di due valvole di regolazione di flusso servo-comandate, una per ciascun condotto dei fumi, in modo da assicurare una depressione costante nel condotto dei gas di scarico a monte del filtro.
La velocità dell’aspiratore è controllata con un nuovo inverter per mantenere la corretta depressione nel condotto principale. Questo evita inoltre picchi all’accensione sul motore da 132 kW e permette di minimizzare il consumo elettrico durante il funzionamento. Un altro importante vantaggio è la riduzione del rumore.
Con un alto tasso di riciclaggio, l’essiccatore degli aggregati vergini lavora con un valore di portata degli inerti minima e questo influisce notevolmente sullo scambio di calore e sulle condizioni della temperatura. Grazie alla possibilità di variare la velocità di rotazione del tamburo, i parametri del processo di essiccazione possono essere controllati e ottimizzati.
Il sistema di gestione del bruciatore, recentemente sviluppato da ATS/MARINI, è stato integrato con la funzione per il controllo della portata del materiale che arriva al cilindro tramite il nastro pesatore. In tempo reale il sistema, quindi, regola il bruciatore, in modo da mantenere costante la temperatura del materiale in uscita. Questo si traduce in un ulteriore risparmio di energia e un miglioramento nella qualità dell’asfalto.
I sistemi di controllo della concorrenza, di soli 3 anni, sono stati completamente sostituiti dal sistema di controllo ATS/MARINI che permette un monitoraggio completo del bruciatore bicombustibile ATS e dell’essiccatore del RAP.
La soluzione tecnica sviluppata con il cliente JOHANN BUNTE è risultata essere altamente performante già durante le prime grandi produzioni, con più di 2500 t prodotte al giorno ed una percentuale di riciclaggio superiore al 60%.
Montaggio, installazione e collaudo sono stati eseguiti in soli due mesi, senza rilevanti interruzioni della produzione di conglomerato.
Un successo ottenuto grazie alla tecnologia all’avanguardia delle aziende del gruppo Fayat, nel settore degli impianti per conglomerati bituminosi.

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